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CESSIONE DEL QUINTO
DELLO STIPENDIO E DELLA PENSIONE


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Cosa è la cessione del quinto?

La cessione del quinto dello stipendio è una tipologia di prestito personale introdotta e regolamentata nel secondo Dopoguerra grazie al DPR 180 del 5 gennaio 1950 e dal successivo regolamento attuativo (DPR 895 del 28 luglio 1950).

Per i lavoratori dipendenti, è rimborsabile con cessione di quote di stipendio fino ad un massimo di un quinto (20%) del reddito percepito mensilmente.




Per i pensionati, è rimborsabile con cessione di quote di pensione fino ad un massimo di un quinto (20%) del reddito percepito mensilmente.



La storia della cessione del quinto

Originariamente destinata esclusivamente ai dipendenti statali, con la Legge nr. 311 del 30.12.2004 (Legge finanziaria 2005) è stata data facoltà di richiedere ed ottenere una cessione del quinto stipendio anche per i dipendenti di aziende private; l’anno successivo, nell’ambito del “piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale”, grazie a quanto disposto dal Disegno di Legge nr.3344 analoga apertura è stata data anche ai percipienti redditi da pensione e ai lavoratori assunti a tempo determinato a patto che il piano di ammortamento rientri nei termini di scadenza del contratto di lavoro in essere.

La cessione del quinto dello stipendio, così come già accaduto nel Dopoguerra, è stata quindi considerata dal Legislatore un utile strumento per concedere prestiti personali a chi ne facesse richiesta, così da contribuire ad una ripresa dell’economia nazionale e ad un miglioramento del tessuto sociale.


La regolamentazione in breve

La cessione del quinto dello stipendio è senza dubbio un ottimo strumento per dare risposte concrete alle proprie esigenze di liquidità, usufruendo di un negozio giuridico profondamente regolamentato e tutelato da norme e leggi vigenti. La durata massima consentita è di 120 mesi (dieci anni), anche se il termine massimo non può superare la fine del rapporto di lavoro e quindi la data di pensionamento, fatto salvo quanto previsto per i dipendenti pubblici e statali i quali possono continuare il rimborso direttamente dalla pensione. La caratteristica principale della cessione del quinto è data dalla tipologia di rimborso: la rata mensile viene trattenuta alla fonte del reddito, ovvero dalla busta paga a cura del datore di lavoro se il richiedente è un lavoratore dipendente oppure dal cedolino della pensione a cura dell’ente pensionistico se il richiedente è un pensionato. Questo permette di gestire in tutta sicurezza e comodità la restituzione della somma mettendosi al riparo da ogni possibile inconveniente (ritardi, dimenticanze, errori...).


Altri aspetti positivi della cessione del quinto

Vi sono molte caratteristiche che rendono la cessione del quinto una valida scelta. 

  • Né il datore di lavoro e tanto meno l’ente pensionistico possono rifiutarsi di accordare la cessione del quinto al dipendente o al pensionato, eccezion fatta per alcune casistiche presenti nelle regioni a Statuto Speciale.

  • La cessione del quinto fornisce una notevole garanzia all’ente erogante che pertanto si rende disponibile a concedere forti somme di denaro anche laddove il richiedente non goda di sufficiente affidabilità creditizia e quindi abbia subito dei protesti, sia incorso in disguidi bancari o ritardi di pagamento o addirittura abbia già in corso dei pignoramenti.

  • Nel caso in cui il richiedente sia un lavoratore dipendente da azienda privata, un’ulteriore garanzia dallo stesso fornita è data dal trattamento di fine rapporto (TFR) maturato e maturando anche se accantonato presso Fondi di categoria o complementari (se non “aperti”).

  • Chi accede alla cessione del quinto dello stipendio beneficia inoltre delle polizze assicurative previste ed obbligatorie per legge a tutela, a seconda dei casi, dell’ente erogatore o del dipendente contro i rischi di impiego e vita.

  • Per quanto riguarda invece la cessione del quinto della pensione c'è soltanto una polizza rischio vita il cui costo dipende dall’anagrafica del richiedente.

  • Il tasso di interesse applicato (TAN) è fisso per tutta la durata del finanziamento.

  • La cessione del quinto viene concessa a firma unica anche se coniugati in comunione di beni.

  • È possibile estinguere anticipatamente la cessione del quinto stipendio beneficiando del ristoro degli interessi non maturati e quota parte della maggior parte dei costi correlati al prestito.

  • La documentazione necessaria per avere un preventivo o una prima valutazione sulla richiesta è minimale: occorrono soltanto i documenti personali e di reddito (busta paga, cedolino della pensione, Cud).


La delegazione di pagamento

La delegazione di pagamento (o prestito con delega), strettamente connessa alla cessione del quinto dello stipendio, è una modalità che consente, al solo dipendente, di accedere ad un finanziamento in affiancamento alla cessione del quinto dello stipendio. Anche in questo caso il rimborso avviene direttamente tramite la busta paga.
La norma pone delle condizioni piuttosto restrittive in tale ambito ed è quindi facoltà, ma non obbligo, del datore di lavoro (pubblico o privato) respingere la richiesta laddove non siano presenti i requisiti previsti per legge.

In linea generale le amministrazioni, pubbliche e private, hanno stipulato delle convenzioni con gli enti eroganti, in modo da mantenere attiva la possibilità di concedere la delegazione di pagamento, peraltro a condizioni di tasso particolarmente vantaggiose.
Tale prodotto è riservato ai lavoratori dipendenti.


Perché scegliere la cessione del quinto

Per tutte le caratteristiche fino ad ora descritte, la cessione del quinto di stipendio si presta perfettamente ad operazioni di consolidamento debiti ovvero a una razionalizzazione delle posizioni debitorie del cliente. In questo modo il cliente può ottenere la liquidità necessaria per estinguere anticipatamente altri finanziamenti, riducendo l’esborso mensile e migliorando sensibilmente la qualità di vita.







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